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Palazzuolo, vista sul Palazzo dei CapitaniLa nascita di Palazzuolo è legata alla sua funzione viaria nell’ambito della Valle del Senio, percorsa da un’antica strada che portava al valico appenninico di Cà di Vagnella, per poi ricollegarsi alla romana via Faentina.
La toponomastica della zona è certamente di origine latina come dimostrano i nomi di Bibbiana, Susinana, Ghizzana ed altri.
La pieve di Misileo, situata al confine tra le diocesi di Firenze ed Imola, a nord di Palazzuolo, rappresenta il più importante insediamento umano in epoca antica.
Dal XII sec. i signori di questo territorio furono gli Ubaldini, che crearono nel vasto ambito, corrispondente circa all’attuale circoscrizione comunale, il cosiddetto Podere degli Ubaldini. Le funzioni del paese all’interno del podere furono essenzialmente quelle di mercatale, com’è dimostrato dalla mancanza assoluta di opere di fortificazione a scopo di difesa, e dalla presenza , al contrario, di portici nelle case che prospettano sulla piazza centrale.
La signoria degli Ubaldini perdurò fino al 1362, anno in cui Maghinardo Ubaldini di Susinana cedette il territorio alla Repubblica Fiorentina, perciò, da quel momento, il podere fu detto Fiorentino. Più tardi Palazzuolo fu sede di Vicariato, mentre durante il dominio mediceo, fu sede di un capitanato insieme a Marradi; ed i Capitani risiedevano alternativamente per sei mesi nelle due località.
Nel 1772, sotto Leopoldo I, il capitanato fu soppresso e sostituito da una podesteria con potere solo sulle cause civili, mentre per le cause penali Palazzuolo dipendeva dal tribunale regio di Marradi. Nel 1837 il Granduca Leopoldo II abolì anche la podesteria, ponendo il paese sotto la giurisdizione del vicariato di Marradi e trasferendo il tribunale a Rocca San Casciano.
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